ASCOLTATE IL NUOVO DISCO DI CAPAREZZA

Per fare certe cose ci vuole orecchio. Sempre che l’orecchio lo permetta. Questa è la storia di un cantante alle prese con l’acufene, il ronzio alle orecchie, che lo molesta così tanto da farci un disco. A questo punto qualcuno penserà a uno dei soliti che per precisa scelta artistica, o forse per incapacità di fare altro, scrivono e cantano solo di se stessi e di quel che gli succede. L’ego è il loro signore e padrone. Invece, sorpresa, è Caparezza, uno degli artisti più sensibili e con meno ego in circolazione (o meglio, l’ego è parecchio, ma non è narcisismo, non ne è schiavizzato). E in Prisoner 709 (il numero si legge all’inglese, ‘seven o nine’) il molesto fischio diventa comunque lo spunto per riflettere su tante cose: la religione, la scrittura, la musica, il modo di pensare di oggi. E sempre con lo stile Caparezza, un rap rock dai suoni duri, una vertigine di giochi di parole, battute, riflessioni serie se non drammatiche fatte col sorriso.
Luigi Bolognini da La Repubblica